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Una scoperta senza precedenti. Questo Paese dell’America Latina recupera il tesoro del famoso galeone San José: rimasto disperso per oltre 300 anni nell’oceano

Il galeone San José è tornato ad essere un tema di rilevanza nell’agenda nazionale dopo il recupero da parte dello Stato colombiano di una serie di reperti a 600 metri di profondità. Questo ritrovamento comprende monete, una tazza di porcellana e un cannone, che fanno parte del grande tesoro rimasto nascosto per più di tre secoli. Il recupero fa parte di un ambizioso progetto archeologico che mira a ricostruire non solo il contenuto della nave, ma anche il contesto storico del vascello affondato nel 1708 durante una battaglia navale al largo delle coste di Cartagena. Grazie all’uso di robot sottomarini e navi della Marina, le squadre sono riuscite ad accedere al sito senza effettuare interventi invasivi nell’area protetta. I reperti recuperati sono attualmente in fase di conservazione, che consentirà di identificarne la provenienza, i metodi di fabbricazione e i dettagli sulla rotta seguita dalla Flotta di Tierra Firme nel suo viaggio verso l’Europa.

Scoperte nelle profondità del Mar dei Caraibi

Dopo 317 anni sul fondo del mare, il team statale è riuscito a portare in superficie un cannone, tre macuquinas (monete coloniali) e una tazza di porcellana, oltre a frammenti e sedimenti associati al naufragio. Questi reperti costituiscono le prime prove materiali ottenute dal sito archeologico e saranno analizzati in via prioritaria per confermare l’identità della nave e fornire informazioni sul carico trasportato nel XVIII secolo.

Il progetto, secondo il ministro della Cultura Yannai Kadamani Fonrodona, citato dalla CNN, è un “evento storico” che dimostra la capacità del Paese di salvaguardare il proprio patrimonio subacqueo.

Dal Istituto Colombiano di Antropologia e Storia, la sua direttrice Alhena Caicedo Fernández ha sottolineato che questo recupero “apre la possibilità per i cittadini di avvicinarsi, attraverso prove materiali, alla storia del galeone San José”. Entrambe le entità sottolineano che il lavoro scientifico consentirà di avanzare nella comprensione del contesto economico, sociale e politico relativo al naufragio.

La controversia legale sul ritrovamento del galeone

Il governo colombiano, che afferma di aver verificato la posizione del relitto nel 2015, sostiene che l’intervento ha carattere strettamente patrimoniale e scientifico e ricorda che il sito è protetto dalla legislazione nazionale sulla tutela del patrimonio subacqueo.

Mentre il contenzioso procede nei tribunali internazionali, lo Stato insiste sul fatto che l’interesse pubblico e culturale prevale su qualsiasi controversia privata. Gli oggetti recuperati rimarranno in custodia e saranno sottoposti ad analisi in laboratori specializzati prima di un’eventuale esposizione.

Il recupero ha riacceso una controversia di lunga data: la società statunitense Sea Search Armada (SSA) rivendica la scoperta del galeone San José negli anni ’80 e chiede un risarcimento di 10 miliardi di dollari per i diritti sul tesoro, dinanzi alla Corte permanente di arbitrato.

Futuro della conservazione, dello studio e dell’accesso pubblico

Gli archeologi spiegano che la conservazione è un processo lungo: desalinizzazione, stabilizzazione e restauro possono richiedere diversi mesi. Ogni pezzo fornirà indizi per comprendere la traiettoria del galeone e la composizione del carico.

L’intenzione ufficiale, secondo quanto comunicato, è che i reperti servano alla ricerca e a rafforzare la memoria storica. Il Paese sta elaborando protocolli per la custodia, lo studio e, in futuro, la socializzazione dei reperti al pubblico.

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