A gennaio, mentre le rose rampicanti sono in letargo, un gesto preciso può cambiare le carte in tavola per la loro fioritura. Come farlo senza rischiare di indebolirle? Nel pieno dell’inverno, quando le aiuole sembrano addormentate e le rose non sono altro che sagome spoglie, è difficile immaginare gli archi ricoperti di fiori tra qualche mese. Eppure, parte di questa futura esplosione di colori si gioca discretamente a gennaio. Questo mese di riposo vegetativo non è solo una parentesi, ma una finestra strategica per intervenire senza esaurire la pianta. Secondo diversi specialisti, un’operazione in particolare, eseguita ora sui rose rampicanti, può fare la differenza tra pochi fiori timidi e una fioritura abbondante in primavera.
Perché gennaio cambia tutto per le rose rampicanti

In inverno, le rose sono in letargo: la linfa circola poco, i germogli sono a riposo e il rischio di lesioni permanenti è ridotto. Potare in questo momento permette di vedere meglio la struttura, di scegliere i rami da conservare e di orientare l’energia verso i rami fioriferi piuttosto che verso il legno vecchio.
In molte regioni francesi, il periodo ideale è tra la fine di gennaio e febbraio, quando non ci sono gelate prolungate. Nei climi più miti, l’intervento può iniziare un po’ prima, mentre nelle zone fredde a volte si aspetta l’inizio della primavera, ma la logica rimane la stessa: approfittare del riposo invernale per preparare i futuri rami carichi di boccioli.
La potatura fondamentale delle rose rampicanti a gennaio
L’esperto Paul Parker riassume: “Se avete una rosa rampicante nel vostro giardino, questo è il momento ideale per potarla drasticamente. Potare le rose rampicanti a gennaio, mentre la pianta è in letargo, contribuirà a dare loro una buona forma e le preparerà a una fioritura abbondante quest’estate“, ha spiegato, citato dal media britannico Express. Ricorda inoltre: ”È importante non potare le rose rampicanti per due anni dopo la piantagione, in modo da dare loro le migliori possibilità di attecchire”.
In concreto, si inizia eliminando tutti i rami morti, malati o molto deboli, poi quelli che si incrociano e si sfiorano. I nuovi germogli vigorosi vengono legati al loro supporto, a ventaglio, quasi in orizzontale, per stimolare la formazione di numerosi rami portafiori. I germogli laterali vengono accorciati di circa due terzi della loro lunghezza, il che rende la fioritura più fitta. Su un esemplare molto ingombrante, è possibile eliminare alla base uno o due rami vecchi e sostituirli con rami più giovani.
Altri interventi di gennaio per una fioritura abbondante

Questa potatura invernale dà il tono, ma alcune cure complementari rafforzano ulteriormente la fioritura:
- Proteggere la base con una pacciamatura che limita il gelo e mantiene un po’ di umidità.
- Zappare il terreno e incorporare compost o un ammendante organico intorno al roseto.
- In condizioni climatiche miti e secche, applicare un trattamento preventivo a base di poltiglia bordolese contro le malattie fungine.
Gli errori più frequenti sono potare in periodi di forte gelo, confondere le rose rampicanti rifiorenti con le rose liane non rifiorenti o accorciare una pianta molto giovane. Verificando il tipo di rosa e le condizioni meteorologiche prima di prendere le cesoie, ogni gesto compiuto a gennaio diventa un investimento diretto nei profumati bouquet delle belle giornate.
