Mentre il dibattito globale continua a ruotare attorno alle centrali nucleari tradizionali, al cambiamento climatico e alla dipendenza dai combustibili fossili, un esperimento senza precedenti procede lontano dai riflettori. Si tratta di ITER, l’ambizioso progetto internazionale che cerca di dimostrare che la fusione nucleare può diventare la fonte di energia pulita e praticamente illimitata del futuro. Dopo oltre due decenni di progettazione, test e cooperazione tra potenze mondiali, ITER ha appena superato una delle fasi più delicate della sua storia.
La costruzione più ambiziosa della storia

ITER non è una centrale elettrica convenzionale. È un gigantesco laboratorio progettato per ricreare sulla Terra lo stesso processo energetico che avviene all’interno del Sole.
Il cuore del sistema è un reattore sperimentale in grado di gestire condizioni estreme mai raggiunte prima dall’ingegneria umana.
Il recente progresso segna un punto di svolta: è iniziato l’assemblaggio finale della camera a vuoto, lo spazio in cui verrà generato e controllato il plasma, una forma di materia che raggiungerà i 150 milioni di gradi Celsius, una temperatura molto superiore a quella del nucleo solare.
La camera centrale del reattore, nota come vacuum vessel, è composta da nove enormi sezioni di acciaio fabbricate con tolleranze millimetriche. Ogni modulo pesa decine di tonnellate e, nel complesso, superano le 400 tonnellate, il che rende ITER una delle strutture scientifiche più pesanti e precise mai costruite.
Il montaggio richiede robot di alta precisione, sistemi laser e controlli costanti, poiché una minima deviazione potrebbe compromettere la stabilità del plasma. L’installazione è affidata a un consorzio industriale internazionale, che riflette il carattere globale del progetto.
Come funziona il reattore che vuole cambiare l’energia mondiale
L’obiettivo di ITER è quello di far fondere atomi leggeri di idrogeno, liberando enormi quantità di energia. Per evitare che il plasma distrugga il reattore, verranno utilizzati campi magnetici ultra potenti che lo manterranno sospeso senza toccare alcuna superficie solida.
Questo processo, chiamato fusione nucleare, è radicalmente diverso dalla fissione utilizzata nelle centrali attuali. I suoi principali vantaggi sono:
- Zero emissioni di carbonio
- Nessun residuo radioattivo a lunga durata
- Combustibile praticamente illimitato
- Minor rischio di incidenti catastrofici
Per questo motivo, molti scienziati la considerano l’energia definitiva.
L’ingegneria portata al limite assoluto

Il controllo di una massa di plasma a temperature estreme richiede una perfetta coordinazione tra più sistemi avanzati. ITER combinerà:
- Giganteschi magneti superconduttori
- Sensori termici e magnetici in tempo reale
- Sistemi di contenimento e sicurezza ridondanti
- Protocolli automatici di spegnimento in caso di anomalie
La chiave sarà mantenere il plasma stabile per periodi prolungati, cosa che finora è stata ottenuta solo in modo limitato in reattori sperimentali più piccoli.
Cosa c’è in gioco per il futuro energetico del pianeta
Se ITER dimostrasse che la fusione nucleare è fattibile su larga scala, l’impatto sarebbe storico. Potrebbe dare origine a reattori commerciali in grado di rifornire intere città senza inquinare e senza dipendere da risorse limitate. Il modello energetico globale cambierebbe in modo irreversibile.
Sebbene ITER non produrrà elettricità per la rete, il suo successo aprirebbe la strada a una nuova generazione di reattori che potrebbero funzionare per decenni o secoli.
