Il deterioramento delle capacità di comunicazione tra i giovani ha suscitato preoccupazione tra esperti, educatori e genitori, che osservano come la dipendenza dai social media e dall’intelligenza artificiale influenzi la capacità delle nuove generazioni di esprimersi con profondità, sicurezza ed empatia. Secondo un’analisi di TIME, questo fenomeno, che si è intensificato dalla pandemia di COVID-19, minaccia di lasciare gli adolescenti meno preparati ad affrontare le sfide sociali, accademiche e professionali del futuro. Nel cuore della Silicon Valley, insegnanti e consulenti di comunicazione hanno rilevato un rapido deterioramento delle capacità di scrittura e di oratoria dei giovani. Sebbene questa tendenza fosse già preoccupante prima della pandemia, TIME sottolinea che il ritmo di deterioramento è aumentato di mese in mese. La connettività digitale ha sostituito l’interazione faccia a faccia, mentre meme e messaggi brevi sostituiscono le conversazioni profonde. Il sistema educativo, dal canto suo, dà priorità alla memorizzazione e agli esami standardizzati, relegando in secondo piano competenze fondamentali come la narrazione e il dibattito, essenziali per la formazione dell’identità e la coesione sociale. Diversi specialisti della Mayo Clinic avvertono che la sostituzione della comunicazione faccia a faccia con i mezzi digitali influisce sulla capacità degli adolescenti di sviluppare solide abilità sociali. L’uso eccessivo dei social media può limitare le opportunità di ascolto attivo ed empatia, elementi chiave nella costruzione di relazioni e nel rafforzamento della fiducia personale.
Un punto di svolta durante la pandemia

Il confinamento imposto dalla pandemia di COVID-19 ha segnato un punto di svolta. Durante quel periodo, l’interazione faccia a faccia tra gli adolescenti è diminuita drasticamente, lasciando il posto a una comunicazione mediata quasi esclusivamente da messaggi di testo, social media e, dalla fine del 2022, assistenti AI.
Gli esperti consultati da TIME sottolineano che, ad esempio, gli adolescenti negli Stati Uniti dedicano in media cinque ore al giorno ai social media e quasi la metà rimane costantemente connessa. Anche se i “like”, le chat e le emoji possono dare una sensazione di connessione, la pubblicazione sottolinea che solo il contatto faccia a faccia costruisce un’intimità significativa e rafforza le capacità comunicative.
La Mayo Clinic sottolinea che questa riduzione del contatto diretto ha un impatto sulla salute mentale ed emotiva dei giovani, con un aumento del rischio di ansia, depressione e isolamento sociale. La sostituzione delle conversazioni personali con interazioni digitali può rendere difficile la costruzione di legami significativi e l’acquisizione di competenze comunicative durature.
L’uso dell’IA in ambito scolastico è diventato molto diffuso: quasi 9 studenti su 10 tra i 14 e i 22 anni utilizzano questi strumenti per i loro compiti. Ricorrendo ai chatbot per risolvere domande complesse, i giovani ottengono risposte elaborate in pochi secondi, riducendo la necessità di ricercare o riflettere autonomamente.
Ricerche citate da TIME avvertono che questa pratica diminuisce lo sforzo mentale, riduce l’attività cerebrale nelle aree responsabili della memoria e della creatività e favorisce la dipendenza dai bot, con conseguenze quali lavori poco originali, minore autoconsapevolezza e difficoltà a ricordare le informazioni.
Conseguenze oltre la scuola

La perdita delle capacità comunicative ha effetti che vanno oltre l’ambito accademico. Secondo TIME, gli adolescenti rischiano di perdere l’entusiasmo di relazionarsi con gli altri, il che può portare a maggiori problemi di salute mentale, allontanamento dalle loro comunità e difficoltà nell’ambiente di lavoro. La pubblicazione avverte che, se questa tendenza non viene invertita, la cosiddetta “epidemia di solitudine” del decennio 2020 potrebbe trasformarsi in un problema strutturale che segnerà un’intera generazione.
TIME raccoglie diversi consigli pratici per affrontare questa sfida. Ai giovani si suggerisce di valorizzare le proprie idee e di utilizzare l’IA solo come strumento di supporto nelle fasi avanzate del lavoro, di partecipare ad attività comunitarie senza schermi, come club di teatro, dibattito o improvvisazione, e di cercare lavori che implichino il contatto diretto con persone di età e origini diverse, il che rafforza l’empatia e la pazienza.
Ai docenti, la pubblicazione consiglia di dare priorità al processo intellettuale rispetto ai risultati accademici convenzionali, attraverso frequenti esercizi di scrittura ed espressione orale in classe che richiedono un pensiero coerente e una comunicazione precisa. Si raccomanda di valutare gli studenti in base alla qualità della loro analisi e argomentazione e di utilizzare la tecnica del “cold call” (scegliere a caso uno studente per rispondere), poiché il timore di sbagliare davanti ai compagni motiva una maggiore preparazione e riflessione.
Il ruolo delle famiglie
Come raccomanda la Mayo Clinic, il sostegno familiare è fondamentale per contrastare questi effetti. Incoraggiare la comunicazione faccia a faccia, limitare il tempo trascorso davanti agli schermi e modellare comportamenti sani aiuta gli adolescenti a rafforzare le loro capacità espressive e relazionali in un contesto sempre più digitalizzato.
Per i genitori, TIME suggerisce di modellare una “presenza intenzionale”: evitare il multitasking, silenziare i telefoni durante i pasti, potenziare la comunicazione non verbale e verbalizzare i propri processi di pensiero e risoluzione dei conflitti. Condividere e discutere articoli, podcast e libri in famiglia può trasformare il dialogo in un’abitudine, invece di limitarsi al consumo passivo di contenuti.
La capacità di comunicare influenza il modo in cui le persone pensano, interagiscono e imparano. Se queste abilità non vengono recuperate e rafforzate, le prossime generazioni potrebbero non avere gli strumenti necessari per collaborare, guidare ed esercitare il pensiero critico nella vita civica, avverte TIME nella sua analisi.
