Ci sono persone che hanno la cattiva abitudine di interrompere le conversazioni altrui in modo quasi costante. Si tratta di un comportamento che va oltre un semplice atto di impazienza o di maleducazione. Per la psicologia, è qualcosa di molto più rivelatore. Un rapporto di Cadena Ser indica che, durante una conversazione, il cervello non si limita ad ascoltare passivamente. Mentre un altro parla, la persona che ascolta può anticipare ciò che dirà, associare idee e preparare la propria risposta. Questa reazione, nota come “associazione di idee”, può portare a interrompere inconsciamente, senza malizia, come meccanismo per connettersi e partecipare attivamente al dialogo. Ma, come tutto, se portate all’estremo, queste interruzioni possono essere un segno di difficoltà nel regolare le emozioni o nel controllare l’impulsività.
Motivi che provocano l’interruzione costante

Gli psicologi spiegano che interrompere continuamente l’altro è un segno di ansia, insicurezza e impazienza. Molti interrompono perché sentono l’urgenza di esprimere le loro idee prima di dimenticarle o perché temono che non saranno ascoltati se aspettano il loro turno per parlare. Può anche essere un modo per imporre il controllo o per ottenere protagonismo nella conversazione.
Un articolo di El Confidencial spiega che “la persona che interrompe cerca di dominare la conversazione e di stabilire una posizione di potere”. Può anche essere un eccesso di entusiasmo o una mancanza di consapevolezza dell’effetto che tale comportamento ha sugli altri.
Secondo alcuni studi, interrompere può minare la fiducia e generare frustrazione nell’interlocutore, che si sentirà sminuito.
Naturalmente ci sono anche fattori neurologici alla base di questo comportamento, considerato scortese. Alcune condizioni, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), sono correlate a difficoltà nel controllare gli impulsi verbali.
D’altra parte, l’emozione positiva e l’entusiasmo possono aumentare la probabilità di interruzioni perché l’eccitazione sociale spinge le persone a parlare rapidamente, senza aspettare che l’altro finisca di esporre i propri concetti.
Interrompere Non è (Sempre) Maleducazione, è un Bisogno Umano di Connessione

Sul sito, del quotidiano sportivo Marca, la psicologa Isabel Reoyo spiega che “interrompere è più comune di quanto pensiamo e, sebbene sia spesso associato a un comportamento egocentrico o irrispettoso, la realtà è molto più complessa”. Per lei, “questo non riflette sempre l’intenzione di invalidare l’altro o di monopolizzare l’attenzione, ma nasce da ragioni genuine e umane che riflettono il bisogno di connessione ed espressione”.
Reoyo, con uno sguardo più ottimista, descrive poi alcuni dei significati dell’interrompere costantemente le conversazioni:
- Desiderio di partecipare attivamente. Siamo entusiasti dell’argomento e vogliamo contribuire in modo significativo alla conversazione. In questo caso, non lo facciamo con cattive intenzioni, ma con il desiderio di condividere e connetterci con gli altri.
- Difficoltà a controllare l’impulsività. Se un’emozione è intensa, aspettare il proprio turno per parlare può risultare difficile. L’impazienza o l’urgenza di esprimere un’idea possono farci interrompere l’altro senza rendercene conto, soprattutto se l’argomento ci appassiona.
- Insicurezza. Per alcune persone, interrompere diventa una strategia per assicurarsi di essere ascoltate. Se hanno spesso la sensazione di non essere prese in considerazione, possono farlo come un modo per rivendicare il proprio spazio nella conversazione.
In ogni caso, bisogna tenere presente che interrompere costantemente una conversazione è sempre visto come una mancanza di rispetto. E che la conversazione migliore è quella che assomiglia a una partita di tennis, dove ogni giocatore aspetta il proprio turno per iniziare il gioco.
