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Cosa significa parlare ad alta voce con se stessi, secondo la psicologia

Ci sono alcune cose che facciamo senza rendercene conto e che possono avere una spiegazione psicologica. Il modo in cui ci comportiamo con gli altri può essere un riflesso della nostra personalità e anche del modo in cui ci comportiamo con noi stessi.

Parlare con se stessi non è una follia. È un superpotere

Parlare da soli è associato a qualcosa di negativo, come se fosse un disturbo mentale, soprattutto se lo si fa ad alta voce. Ma la realtà è che non è affatto così. È qualcosa di abbastanza comune che deve essere compreso e che serve a migliorare la concentrazione, regolare le emozioni e aumentare la produttività.

Gli psicologi hanno scoperto che è qualcosa di normale e che aiuta a trovare una versione migliore di sé stessi. Il fatto di verbalizzare ad alta voce i pensieri aiuta a organizzarli meglio. In questo modo, il cervello elabora le informazioni in modo più strutturato, contribuendo al processo decisionale. Serve anche a liberare le emozioni, dando una sensazione di sollievo.

Parlare a se stessi in seconda o terza persona come “Tu puoi”, migliora l’autostima e contribuisce a prendere le distanze dalla situazione emotiva.

Tra i benefici di parlare ad alta voce con se stessi vi sono il miglioramento della concentrazione, poiché aiuta a stabilire le priorità; il rafforzamento della memoria, contribuendo alla ritenzione; la regolazione emotiva, elaborando le emozioni in modo più efficace e gestendo meglio lo stress; una maggiore motivazione, aumentando la fiducia di fronte a una sfida e organizzando il pensiero, poiché verbalizzandolo lo si struttura.

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